Progetti Stockhausen

Progetti Stockhausen

 

KATHINKAs GESANG

per flauto ed elettronica

 

ENGLISH PDF RESUME CLICK here: KATHINKAs GESANG (EN) – LAURA_FAORO

 

K&K Elektro Gesängen

FESTIVAL APERTO 2019, TEATRO VALLI (RE)

 

 

 

 

 

 

 

Laura Faoro – Massimiliano Viel

Laura Faoro flauto
Massimiliano Viel ribbon controller, elettronica dal vivo
Tempo Reale regìa del suono (Francesco Canavese)


produzione Fondazione I Teatri / Festival Aperto – in collaborazione con SaMPL–Sound and Music Processing Lab del Conservatorio di Musica ‘C. Pollini’ di Padova
Karlheinz Stockhausen, Spiral per solista e radio a onde corte (1968)
Karlheinz Stockhausen, Kathinkas Gesang per flauto ed elettronica (1983)

 

K&K Elektro Gesängen, ovvero i canti elettronici di Karlheinz (Stockhausen) e Kathinka (Pasveer).

Il concerto mette in luce diversi aspetti della spazialità, dalla quale Stockhausen è sempre stato, in molti sensi, attratto. Si tratta in questo caso di spazi idealmente terrestri e atmosferici: quello teatrale di Kathinkas Gesang, con la scena e l’azione prescritte dall’autore, e quello di Spiral, basato sulle onde radio, un canto via etere.

“In Spiral Stockhausen ha cercato di imbrigliare la tensione creativa di un improvvisatore attraverso una notazione estremamente astratta che indica all’interprete i processi da mettere in atto, ma lo lascia libero di incontrare i materiali sonori prodotti dall’universo e captati dall’etere. […]. La spirale è quell’istante eterno in cui i parametri della mondanità terrestre trasfigurano e si fondono l’un l’altro nell’ineffabile, il processo che permette all’umano di elevarsi a una realtà più profonda. […] Quella che eseguo è una versione per ribbon controller ed elettronica dal vivo.” (M.V.)

“Il canto di Kathinka è, in Samstag aus Licht, il Requiem per Lucifero, personaggio riletto da Stockhausen come l’eterno imperfetto e archetipo di ogni anima terrena. In tal senso il Requiem è pensato ‘per ogni vivente che cerchi la luce eterna’. […] La flautista gatta (figura animale di Samstag) entra in scena da una bara stilizzata, e realizza la sua ascesi attraverso un (arduo) rituale musicale con movimenti in scena […]. Pochi mesi dopo la prima, Stockhausen volle realizzare una nuova versione scenica per flauto ed elettronica in esafonia […] dichiarò di aver ottenuto suoni ‘di una bellezza mai sperimentata prima’, che […] creavano “un mondo magico che circonda la voce solitaria del flauto’. Questa è la versione che presenterò.” (L.F.)

 


STOCKHAUSEN: SPIRALI

CENTRO D’ARTE DI PADOVA 2019, Auditorium Pollini (PD)

 

 

Il progetto – che nasce dalla collaborazione tra Massimiliano Viel e Laura Faoro – debutta nel maggio 2019 per la stagione del Centro d’Arte di Padova presso l’Auditorium Pollini su invito di Veniero Rizzardi, in collaborazione con SaMPL (Sound and Music Processing Lab del Conservatorio Pollini) e con Alvise Vidolin alla regia del suono.

Nel caso di SPIRAL il brano è stato presentato da M. Viel in un’inedita versione curata da lui per ribbon controller e elettronica dal vivo, mentre KATHINKAs GESANG è stato proposto da L. Faoro in una forma scenica con videoproiezioni, in integrale e, come da indicazioni tassative del compositore, interamente a memoria.

 

Nell’aprile 2019 M. Viel ha presentato un’anteprima della sua versione di SPIRAL per ribbon controller su invito di W. Prati per il Festival Città Sonora allo Spazio Tertulliano di Milano.

 

Stockhausen Konzerte und Kurse Kürten 2019

Nell’agosto 2019 L. Faoro ha avuto l’onore di eseguire in concerto KATHINKAs GESANG nella versione per elettronica con l’intera scenografia originale, , selezionata durante gli Stockhausen Konzerte und Kurse Kürten 2019.

Secondo il musicologo Ian Parsons, presente in sala e profondo conoscitore dell’opera stockhauseniana: 

So what can you say after a performance like this, other than ‘thank you’? KATHINKAs GESANG als LUZIFERs REQUIEM for flute and electronic music. Sensational performance from Laura Faoro. Really sensational“.

A suo parere l’interpretazione di Laura è stata:

another one of those extraordinary highlights of the nine magnificent days of this year’s Stockhausen Courses and Concerts in Kürten. Laura Faoro received second prize for her sensationally immersive performance of KATHINKAs GESANG als LUZIFERs REQUIEM in its superb, though less often-heard, version for solo flute and electronic music (…) Stockhausen wrote the piece originally as the second scene of SAMSTAG aus LICHT where it is performed with six percussionists, and guides the soul of the “apparently” dead Lucifer to enlightenment. Here those six percussionists are replaced with a strange and eerie cosmos of electronics that swirl around the feline, shamanistic flute, which Laura moulded into that electronic soundscape like souls mould into untouchable, immeasurable, uncontainable, space when they float seeking where to go next. It was an incredible performance and no one wanted to stop clapping at the end. These are the sorts of experiences that remind us how full and rich the future of this music is destined to be.

 

Stockhausen Konzerte und Kurse Kürten 2019, August 3rd. Credits: David Aguila

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stockhausen Interpretation Prize 2019

Per questa interpretazione ha conseguito il secondo dei tre prestigiosi Stockhausen Interpretation Prizes messi in palio dalla Stockhausen Stiftung fur Müsik, riconoscimento mai ottenuto prima da un flautista italiano.

 

Laura Faoro e Kathinka Pasveer

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Premio Stockhausen

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’ottobre 2019 il progetto è stato presentato a Festival Aperto 2019 al Teatro Valli di Reggio Emilia, come coproduzione di Fondazione I Teatri / Festival Aperto – in collaborazione con SaMPL–Sound and Music Processing Lab del Conservatorio di Musica ‘C. Pollini’ di Padova (con la realizzazione di tutta la scenografia di KATHINKAs GESANG), riscuotendo notevole successo di pubblico e critica.

 

Rassegna stampa di Festival Aperto:

 

 

Si torna alla musica grazie alla quale “qui non è più uguale a prima” con K & K Elektro Gesängen, in due parti: i canti elettronici di Stockhausen eseguiti prima da Massimiliano Viel (elettronica e ribbon controller, un synth che risponde ai cambiamenti di voltaggio e resistenza causati dal movimento delle dita sulla sua superficie) con Spiral (1968), poi da Laura Faoro al flauto in “Kathinkas Gesang”, con la regia del suono di Tempo Reale, nella persona di Francesco Canavese.
“Spiral”, per solista e radio a onde corte, è estrema e abbacinante: flauti cosmici, trasmissioni siderali, allunaggio, pause, suoni come apparizioni e sparizioni, eventi in uno spazio senza gravità, cenni di sentinelle dell’aldilà, scritture al buio. Una fiamma ossidrica a bassa, bassissima intensità che fa scomparire lentamente, inesorabilmente la pellicola di consapevolezza che si frappone tra ascolto e stupore; modulazione di frequenze che frequentano l’abisso, la vertigine del tempo, ancora. La stessa in cui cadiamo senza timore con la performance di Laura Faoro; la flautista si muove in scena interpretando Lucifero, l’archetipo di ogni anima terrena, alla ricerca della luce eterna. Una
 ricerca abbagliante e che lascia attoniti e meravigliati, sul bordo di un abisso che conforta e terrorizza al tempo stesso”. (The New Noise, 17/11/19).

 

 

Una fitta rete di simbologie cosmiche, astrali, mitologiche, esoteriche caratterizza non solo il ciclo Licht nel quale è confluito tutto il comporre di Stockhausen dal 1973 al 2003, ma tutta la musica da lui composta, almeno a partire dalla fine degli anni sessanta quando l’iniziale adesione ai moduli della serialità integrale lascia il posto ad altre modalità compositive, in cui convergono sempre più suggestioni mistiche e spirituali. Lo si può ravvisare già in Spiral in cui l’organico, una radio a onde corte e un solista ad libitum, propone, in una visione sostanzialmente utopistica, di captare e trasformare i suoni provenienti dal mondo riproiettandoli in una dimensione spazio temporale infinita. La partitura non ha, infatti, una durata definita e molto spazio è lasciato all’interpretazione, pur all’interno di uno schema puntigliosamente definito. La versione ascoltata riservava un interesse aggiunto, in quanto il solista era costituito da un ribbon controller, azionato da Massimiliano Viel e proiettato elettronicamente nello spazio circostante. Tale strumento, un’asta sensibile al tocco, è un tipo di sintetizzatore, che anziché essere all’interno di una consolle o dotato di una tastiera come nelle onde Martenot, viene imbracciato direttamente dall’esecutore come fosse una chitarra. Ne guadagna quella componente gestuale che dicevamo all’inizio, consentendo una performance che mette a diretto contatto l’esecutore con il pubblico. Ambientazione decisamente teatrale per il Canto di Kathinka in cui la flautista, Laura Faoro, entra in scena con movenze sinuose, fasciata in un body nero (impersona una sorta di gatta intensamente seduttiva) e suona intorno a due cerchi / mandala in cui sono segnati 12 e 12 stadi musicali, allusivi di un’ascesi spirituale, ma altresì momenti di alto virtuosismo strumentale in cui si esplorano inedite possibilità del suono flautistico. Un percorso avvincente e suggestivo che termina con il rientro nel buio della protagonista che si scioglie in una sorta di urlo liberatorio corredato di altri suoni allusivi della trama dell’opera. Se Viel ha collaborato direttamente con Stockhausen, la Faoro ha studiato profondamente la partitura con Kathinka Pasveer, la flautista compagna di vita e d’arte di Stockhausen cui il brano è dedicato, e che ne è stata la prima e, fino a poco tempo fa, esclusiva interprete; requisiti questi fondamentali per la musica del compositore tedesco che ha lasciato precise disposizioni sulla esecuzione della sua musica, affidate a quella realtà con sede a Kürten che più che una fondazione è una vera e propria comunità di musicisti e artisti. Eccellenti interpreti dunque [L. Faoro e M. Viel] che hanno tradotto le complesse simbologie e i sensi esoterici delle due partiture in piacere musicale, in immediatezza comunicativa, confermando come i veri capolavori [SPIRAL e KATHINKAs GESANG], sebbene si significhino all’interno di un pensiero complesso, trovino una strada più diretta e istintiva per darsi a chi ascolta.” (Daniela Iotti, La VOCE di Reggio Emilia, 25/10/19)

 

La perlustrazione del panorama contemporaneo da parte del Festival Aperto di Reggio Emilia ha offerto sabato 19 ottobre una tappa particolarmente interessante, concretata nella combinazione di due appuntamenti che hanno proposto due differenti prospettive rivolte, diciamo così, alla musica del recente passato e dell’oggi. Il primo confronto è stato proposto, sul palcoscenico del Teatro Valli, da K&K Elektro Gesängen, progetto nel quale sono stati proposti due brani di Karlheinz Stockhausen quali Spiral per solista e radio a onde corte (1968) e Kathinkas Gesang per flauto ed elettronica (1983). Se l’omaggio alla storica composizione che Stockhausen aveva ideato per l’Expo di Osaka ci ha restituito una miscela sonora sicuramente ancora interessante ma segnata da una sorta di malinconia timbrica, ancora espressivamente efficace si è confermato il brano Kathinkas Gesang, complice il convinto e convincente apporto interpretativo di Laura Faoro, capace di domare le peregrinazioni fisico-timbriche previste dal brano con precisa attenzione(Giornale della Musica, 28/10/19).

 

Credits: David Aguila

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credits: Tommaso Rosa Auditorium Pollini, Padova, 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARADIES da KLANG 

per flauto ed elettronica

 

FESTIVAL MILANO MUSICA 2019

 

Invitata dal Festival Milano Musica, nel novembre 2019 Laura Faoro debutta da solista in PARADIES da KLANG di K. Stockhausen  (integralmente e a memoria) cui è associato l’arduo Tracce  per flauto solo di L. Francesconi, dedicatario dell’edizione 2019, presso il Planetario di Milano, con M. Marchi (AGON) alla regia del suono.