METALLICUM

M E T A L L I C U M

Laura Faoro, flauti processati
Silvia Cignoli, chitarra elettrica ed elettronica

E’ in arrivo per tutto il mese di febbraio 2024 in anteprima il nuovo progetto concertistico e discografico (in arrivo per Stradivarius a fine anno) M E T A L L I C U M per flauti processati, chitarra elettrica ed elettronica in duo con la chitarrista Silvia Cignoli.

Quali nuovi mondi musicali possono aprire il flauto elettrificato e la chitarra elettrica? Come può la musica contemporanea ed elettronica “abitare” uno spazio museale? E – viceversa – come può trasformarsi in musica e suoni la suggestione scaturita da un oggetto di design come un’iconica macchina Cimbali?

 Grazie al bando Life is Live di Smart – Fondazione Cariplo (che ha selezionato il progetto), METALLICUM debutta in anteprima in un format inedito, connesso con i quattro nuovissimi spazi museali di Milano e dell’hinterland che lo ospiteranno. L’iniziativa prevede infatti una serie di attività aperte a tutte le età, in stretto dialogo con le collezioni esposte e con i luoghi che le conservano, coinvolgendo i partecipanti in prima persona in un’esperienza musicale e sinestetica inedita.

Ecco il calendario:

Ciascun appuntamento prevede un WORKSHOP INTERATTIVO di sonorizzazione cross-mediale a partire dall’esperienza di scoperta di ciascuno spazio museale, della durata di un paio d’ore. Pensato per un pubblico non specializzato, il workshop si articola nell’ideazione e realizzazione di una traccia audio elettronica ispirata ad uno o più oggetti, attraverso un sound processing simile a quello poi impiegato da noi musiciste in concerto, ma più semplice e user friendly. I partecipanti, invitati ad una esplorazione delle sale espositive, saranno introdotti al mondo del Sound Processing attraverso esercizi pratici di ascolto e di traduzione sinestesica di immagini e oggetti, per poi diventare loro stessi protagonisti e creatori di una loro musica ispirata all’esperienza di visita e al museo. Verranno utilizzati la voce, i suoni del corpo, piccoli oggetti sonori o elettronici, telefonini.

 Per partecipare non sono richieste competenze specialistiche, e la presenza di giovani e giovanissimi partecipanti è particolarmente gradita.  È previsto un tetto massimo di 15/20 partecipanti attivi, su prenotazione.

Dopo il worskshop è previsto il CONCERTO del nostro duo che propone un viaggio nel mondo musicale per flauti processati, chitarra elettrica ed elettronica, intrecciando le innovative sonorità del nuovo progetto discografico “M E T A L L I C U M”, che verrà pubblicato (in formato fisico e digitale) dall’etichetta italiana Stradivarius, leader nel campo della musica contemporanea in collaborazione con AGON. L’accesso sarà libero fino a esaurimento posti.

Volendo proporre un’inedita antologia per flauto e chitarra elettrica, tra musica colta ed elettronica desideriamo far conoscere il nostro progetto ad un pubblico sempre maggiore, di diverse età e fuori dai soli circuiti degli appassionati, facendolo partecipare consapevolmente al mondo musicale che proponiamo. Perciò abbiamo pensato di presentare il nostro progetto come concerto, ma associandolo ad un nuovo tipo di workshop, strettamente basato sui concetti di cross-mediale e sinestesia e connesso con lo spazio museale che ci ospiterà.

Il nostro obiettivo è triplice: avvicinare al nostro prodotto musicale il pubblico, facendogli toccare con mano il lavoro di sound processing; invitare il pubblico a scoprire spazi museali giovani e innovativi; dedicare alle sonorizzazioni create in fase di workshop un lavoro di post-produzione, perché queste possano restare come testimonianza allo stesso museo.

 

IL PROGETTO MUSICALE

Flauto e chitarra nascono come strumenti acustici, che impiegano azioni molto semplici per produrre il suono: il flauto è legato al respiro, la chitarra al pizzico delle corde. Eppure con l’elettronica e le nuove tecnologie i due strumenti si trasformano e le possibilità si ampliano, aprendo la strada a mondi sonori densi di connessioni contemporanee. Il progetto musicale METALLICUM mira dunque ad esplorare i punti di contatto, le frizioni e le intersezioni tra flauto elettrico, chitarra elettrica ed elettronica, con la volontà di rendere questo particolare duo un ibrido, un “oggetto sonoro aumentato”, capace di sincronizzare al suo interno elementi acustici e trasformazioni elettroniche in un’ottica che trascende i generi musicali.

IL WORKSHOP

Così come flauto e chitarra processati diventano portatori di un linguaggio contemporaneo, fatto di poetiche che vogliono dar loro una voce differente, inaudita e anti-retorica, così il workshop propone un esercizio di ascolto e pratica che possa far esperienziare al fruitore lo stesso processo creativo che attraversa le musiciste e la loro musica, donandogli uno sguardo esteso sul senso del fare creazione artistica. Lo spazio museale diventa così una partitura in divenire, un parco creativo contenitore di eventi sonici, visivi o degustativi fonte di nuove “partiture” immaginifiche.

IL CONCERTO

Il concerto sarà dunque l’occasione per ascoltare per la prima volta in anteprima una selezione di brani da questa antologia: circa gli autori italiani verranno proposti Zone I di Maurizio Pisati in un’inedita versione, Dogma #2 di Filippo Del Corno e Walks on Devil’s Talk, inedito del giovane Luca Donati, vincitore della call for scores indetta nel 2023 per questo nuovo progetto discografico. Completeranno il programma WAVE del giovane compositore americano Baldwin Giang, fresco vincitore del Prix de Rome ed Elegy of Suspended Energy della stessa Silvia Cignoli.

LE INTERPRETI

Laura Faoro, specializzata nel repertorio contemporaneo; premiata con due Stockhausen Prize consecutivi (2019 e 2022) e vincitrice del Premio Cultura Donatella Giudici 2023 assegnatole da NoMus, svolge una ricca attività musicale e performativa internazionale. È da dieci anni autrice di progetti intermediali volti a valorizzare la musica d’oggi nelle interconnessioni con le altre arti performative, che hanno ricevuto diversi riconoscimenti in ambito sia musicale che teatrale. www.laurafaoro.it

Silvia Cignoli è una chitarrista classica, elettrica e compositrice. Suona come interprete o autrice dei propri lavori, nelle rassegne di musica contemporanea, classica e sperimentale e per festival audiovisuali, dedicandosi anche alla musica per le immagini. Ha pubblicato i dischi “The Wharmerall”, “Digital Memories From a Suspended World” e “Shimmering Behaviour”. www.silviacignoli.com


Il progetto ha una prima genesi nel 2017 concentrandosi su brani di recente composizione (Garnero, Di Maggio, Abram, Jacobs), per proseguire con lavori nati all’interno del laboratorio di musica elettronica di Giovanni Verrando. Si esplorano anche due ambienti sonori a cura delle stesse musiciste, Silvia Cignoli e Laura Faoro.

Programma 2017

Chiara Carretti, La chanson du robot per flauto, chitarra acustica preparata ed elettronica
John Abram (1959*), The rocky moon (V – cut version),per flauto e chitarra classica preparata
Gabriele Batia, Mute tracks per flauto ed elettronica
Dan di Maggio (1969*), Arnold’s Dream per flauto basso e chitarra elettrica. Prima esecuzione
L’acqua non ricorda, ambiente sonoro a cura di Silvia Cignoli
Fernando Garnero (1976*), Interlude per chitarra elettrica e oggetti
Qualcosa che si sa che non c’è, ambiente sonoro a cura di Laura Faoro
Bryan Jacobs (1979*), Syncro-vox and other cheap animation techniques per flauto in sol, chitarra elettrica, elettronica

Il consueto duo flauto e chitarra viene riproposto in un’inedita chiave contemporanea, un caleidoscopio di possibilità che indagano varie combinazioni possibili, con l’ausilio della tecnologia, dall’ amplificazione al sound processing. In apertura un brano di C. Carretti, allieva di Giovanni  Verrando, che scompone letteralmente il flauto e pinza una chitarra acustica per dar vita alla sua Chanson du Robot, lamento di un robot che, alla vista di due ragazze, vorrebbe diventare umano, e riflette su come gli umani passino invece la loro vita a volerla meccanizzare. Segue un estratto dalla corposa suite The Rocky Moon di J. Abram, brano il cui titolo fa un obliquo riferimento al periodo Rococò e alla difficoltà  che sorge, guardando alcune foto della luna, nel distinguerne i crateri dalle montagne, così come in alcune sezioni del brano sarà dubbia la distinzione fra battere e levare. Mute Tracks di G. Batia, allievo di Giovanni Verrando, cita Chaplin nell’elettronica e indaga sul flauto le potenzialità  del melange tra fonemi muti e suoni reali, che vanno a scomporsi e ricomporsi nel dialogo con la traccia elettronica, all’interno di una struttura ritmicamente implacabile. Arnold’s Dream di D. di Maggio è basato su materiali accordali tratti dalla Serenade op. 24 di Arnold Schoenberg in cui già  l’autore, pioniere per l’epoca, aveva introdotto in organico la chitarra, e su alcuni elementi proto-seriali: una composizione (nelle intenzioni anche giocosa e divertita, ma non irriverente), che allude a una sorta di curioso sogno premonitore del compositore. L’acqua non ricorda è il primo dei due ambienti sonori presentati stasera, a cura di Silvia Cignoli, con materiali sonori scelti utilizzando effetti ritmici di una piccola tastiera vintage i cui suoni sono filtrati tramite effetti di fuzz e riverbero, sommati ai suoni della chitarra elettrica, looppati, sovrapposti, filtrati e poi congedati. Segue Interlude di F. Garnero, brano che esplora una gamma di rumori ottenuti dallo sfregamento della chitarra elettrica con alcuni oggetti. Qualcosa che si sa che non c’è a cura di L. Faoro è un ambiente sonoro che indaga le possibilità  percussive e vocali del flauto quando potenziate dal sound processing e, nel cercare di trasformare il flauto in qualcosa che forse non c’è, gioca su assonanze fonetiche che rimandano al titolo. In chiusura Syncro-vox and other cheap animation techniques di B. Jacobs, brano per il quale l’autore ha creato un sistema di lettura video a scorrimento con elaborazione audio dal vivo, nel quale i musicisti sono, in alternanza, liberi di improvvisare su materiali sonori indicati dal compositore oppure strettamente sincronizzati su gesti ritmici. Nell’elettronica è presente il silent drum, uno strumento di elaborazione digitale inventato da Jaime.